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IFCA METTE A DISPOSIZIONE STRUMENTI DI ULTIMA GENERAZIONE PER EFFETTUARE ESAMI TC SU REPERTI FOSSILI CHE CONSENTIRANNO DI RIPRODURRE IN 3D ANIMALI VISSUTI NEL PLEISTOCENE INFERIORE

Nell’autunno del 1995, ossa fossili sono state trovate nella Cava Solava, presso Matassino. Fu così scoperto uno dei siti paleontologici più ricchi e interessanti del Valdarno Superiore.
Gli scavi per il recupero dei resti fossili condotti dal personale della Sezione di Geologia e Paleontologia del Museo Naturale Storia di Firenze dell’Università di Firenze hanno consentito il recupero di 1175 ossa di 18 diverse specie di animali, con una qualità di conservazione eccellente.
Varie evidenze hanno successivamente indicato che l’accumulo era quanto rimasto di una tana di iene giganti della specie Pachycrocuta brevirostris (una forma di iene grandi quasi quanto un leone attuale) risalente a 1.8 milioni di anni e quindi al Pleistocene inferiore.
Fra i vari resti sono stati rinvenuti quelli di un orso tipico di questo periodo, Ursus etruscus, un orso ampiamente diffuso in Eurasia.

L’amministratore delegato di IFCA, il dottor Francesco Matera, ha concesso di eseuire esami TC con apparecchiatura 128 slice di ultima generazione per indagini scientifiche che consentiranno di riprodurre in 3D questi animali preistorici partendo dai fossili.

La tomografia computerizzata dei reperti è stata effettuata dal dottor Lapo Sali, direttore del reparto di Radiodiagnostica IFCA, in collaborazione con il professor Paul Mazza (docente di Geologia e Paleontologia del Quaternariato e di Archeologia dell’Università degli Studi di Firenze), con la professoressa Elisabetta Cioppi (responsabile del Museo Geologia e Paleontologia SMA – Firenze) e con il dottor Andrea Savorelli (curatore museale del Museo Geologia e Paleontologia SMA – Firenze).

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